L’intervista | Massimo Banzi: “Con la Maker Faire 2014 torna l’Italia che sa innovare davvero”

  L’intervista  pubblicata su CheFuturo è un progetto a quattro mani con Sabina Barcucci*, Lab Manager del MUSE FabLab. ——– Il tempo vola. Siamo ancora ubriachi dalla scorsa edizione di Maker FaireRome ed è già il momento di dedicarsi a quella del 2014. Sabato 29 marzo è uscita la Call for Makers che lancia nuove sfide e soprattutto promette una kermesse più grande e più densa da qui a pochi mesi. Sarà impegnativa, ci dicono Massimo Banzi e Costantino Bongiorno – rispettivamente co-curatore e responsabile della disseminazione e della Call for Makers – perché l’aspettativa è alta e la rete europea dei maker si è infittita. E’ un buon momento quindi per fare il punto sulla scorsa edizione insieme a Massimo e Costantino e per mettere sul piatto i reali risultati ottenuti dopo Maker Faire 2013: reti italiane e europee, attenzione da diverse fasce di età, esplosione della maker-mania anche a livelli istituzionali. L’Italia che tanto fatica ad (auto?) rappresentarsi come luogo di innovazione sta in realtà covando davvero tante cose e

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From the idea to the prototype with the help of open design

At the end of July I spent a week at Supsi with Massimo Banzi and around 20 participants at the Physical & Wearable computing with Arduino summer school. The focus of the course was on the design and prototyping of digitally fabricated interactive objects. It was the first time I was working with Massimo and some weeks before I shared with him the approach I had in mind. Usually, wearable technology workshops start from ready-made garments or accessories. Old gloves and t-shirts, cheap belts or jackets are “decorated” with technology. I wanted to experiment a different point of view. I would have brought some rough prototypes of wearable accessories made of felt and produced with a lasercut. I prepared the files during the previous months with the help of professional tailor Nadia – who knows much about measures and fit, and Vectorealism, my partners at Wefab – who gave me direct access to the lasercut to prepare the first drafts.

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