Open Design e Open Brand, da Serpica Naro alla digital fabrication

A completare il percorso didattico del Master Relational Design, ogni mese sono previste talks online, in cui professionisti, operanti in diversi campi disciplinari, sono invitati a raccontare le proprie esperienze lavorative e a condividere la loro expertise con gli studenti. La talk che ho tenuto lo scorso 17 Giugno 2014 ha introdotto le esplorazioni del concetto di open design dalle sperimentazione avvenute con Serpica Naro a partire dal 2005, passando per il progetto europeo Openwear sino ad arrivare alle esperienza di costruzione del makerspace WeMake a Milano. Link utili: – Licenza Serpica Naro http://serpica.tumblr.com/Licenza http://epress.lib.uts.edu.au/journals… http://www.digicult.it/it/digimag/iss… http://www.serpicanaro.com/research/r… – Licenza Openwear http://openwear.org/info/license http://issuu.com/openwear/docs/openwe… – Articoli http://www.chefuturo.it/2012/04/artig… http://www.chefuturo.it/2013/10/maker… http://www.chefuturo.it/2013/02/speri… http://www.chefuturo.it/2012/11/la-st… http://www.chefuturo.it/2012/06/il-de… http://www.digicult.it/it/digimag/iss… http://www.digicult.it/it/digimag/iss… Zoe Romano Laureata in filosofia e appassionata di tecnologia, ha partecipato alla creazione di iniziative di attivismo sociale sulla precarietà come San Precario e il suo anagramma Serpica Naro. Ha co-fondato il progetto pilota europeo di moda collaborativa Openwear.org attivo dal 2009 al 2012 e Wefab.it, una serie di eventi

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Internet delle Cose, Agenda Digitale e bandi per l’innovazione al Pirellone

            Regione Lombardia in collaborazione con Smau ha organizzato un ciclo di incontri mensili, dedicati alle imprese del territorio, operanti in ambito digital e facilitarne lo sviluppo e le occasioni di networking, intitolato Aperinetwork. (qui le foto su flickr) Dopo il pitch di 90 secondi di 14 startup e’ iniziato un panel a cui ho partecipato con una presentazione di Arduino, moderato da Federico Pedrocchi del Sole 24 Ore e che ha visto la partecipazione di Carlo Parmeggiani, Direttore Public Sector Intel Sud Europa e Oscar Sovani, Responsabile della Struttura attuazione delle Agende regionali di semplificazione e digitalizzazione di Regione Lombardia.     #AperiNetwork @zoescope presenta progetti @arduino based, tra qst sistema di video recording per lanci con paracadute pic.twitter.com/pq4cjNr1xh — Laura Sicolo (@Fruttainpezzi) July 15, 2014 “@vale_sorgato: Zoe Romano presenta @arduino con @pedrocchi #AperiNetwork @LombardiaOnLine pic.twitter.com/Nru5Oop65a” 😉 — Zoe Romano (@zoescope) July 15, 2014

Agents of alternatives – Re-designing our realities

In 2014 I gave a contribution to Agents of Alternatives with an interview: Agents of Alternatives is an independently published open book exploring the visions, actions, tools and impacts of change agents, thinkers and ‘happeners’ (those who make things happen!). It shows the creative processes and tools for designing positive societal transitions. These transitions are revealed by showing the new hybrid relationships being forged between alternative approaches to learning, living, making, socialising, thinking and working.

L’abito a energia solare. Così i wearables rivoluzioneranno la manifattura

(originally created and posted on CheFuturo) Le  tecnologie indossabili sono un ambito in espansione e non esiste giorno in cui non esca un articolo che ci racconta le meraviglie del prossimo accessorio intelligente che cambierà la nostra vita. Li chiamano “wearables” e stanno diventando sempre più indossabili sia grazie alla miniaturizzazione delle componenti elettroniche, per esempio dei sensori e dei microcontrollori, ma anche sempre più invisibili perchè si “embeddano” direttamente nei tessuti. Anzi sono proprio queste ultime che rendono ancora più interessanti: Finalmente possiamo abbandonare (almeno in parte) la plastica e il metallo e lavorare sui tessuti, magari riattivando anche tutto un percorso ditradizione manifatturiera italiana che, nonostante tutto, ancora ci invidiano. E in  questo contesto, tutto il mondo del DIY e dell’innovazione dal basso, di gruppi informali che si ritrovano in Fablab e Makerspace ma anche di micro imprese, è molto più sperimentale e dirompente delle soluzioni preconfezionate che invece ci presenta il mondo consumer tecnologico in senso classico. Tra le varie limitazioni che non permettono uno sviluppo

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Il futuro dei wearables? Nel mondo del DIY

(Intervista di Federica Ionta e pubblicata su Tech2Wear) Da almeno un anno l’annuncio è sempre lo stesso: le tecnologie wearable sono pronte a invadere il mercato e a conquistare le abitudini di tutti, adulti e bambini.Frutto del desiderio sfrenato di pochi tech-addicted o di una previsione studiata? Ne abbiamo parlato con Zoe Romano, che si occupa di Digital Strategy e Wearables per Arduino. Per scoprire che nel futuro della wearable technology c’è molto più del mercato consumer. Cominciamo dal touch: gli analisti dicono che ormai è finita anche quell’era. C’è un legame con l’ascesa dei wearable? Le tecnologie indossabili stanno diventanto sempre più diffuse sia per la miniaturizzazione delle componenti che per la possibilità di essere rese “invisibili”, perché embeddate direttamente nei tessuti. L’interazione con esse avviene attraverso la gestualità o una reazione automatica ai dati che da essi vengono raccolti. C’è, secondo la tua esperienza, un settore in cui le tecnologie indossabili si applicano meglio? In questo momento vedo piu’ promettenti l’ambito entertainment/gaming, medico/well-being e logistica. E preferisco l’approccio in cui la tecnologia è nascosta

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